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Quando nel 2012 le vecchie lampadine a incandescenza sono state messe al bando nell'Unione Europea, un certo panico si è diffuso nelle case di tutti gli italiani: dopo centotrent'anni di servizio la luce con la quale eravamo cresciuti tutti andava in pensione. Dopo più di un secolo le lampadine che tutti conoscevamo, quelle con l'inconfondibile forma a pera, sono sparite dal mercato. A prendere il loro posto sono arrivate le lampadine fluorescenti (quelle con la forma a spirale), le CFL (Compact Fluorescent Lamp), che costano fino a quattro volte di più di quelle a incandescenza ma durano molto più a lungo, fino a 8-10 anni, e le lampadine a LED.
La nostalgia può essere comprensibilmente tanta per chi rimpiange le vecchie lampadine a incandescenza, sia per l'estetica più gradevole che per la loro maggiore efficienza luminosa, ma il cambiamento è stato dettato da fini più che etici: entro il 2020 si conta che verrà raggiunto un risparmio energetico equivalente al consumo di 11 milioni di famiglie all'anno, e che emissioni annue di CO2 si ridurranno di 15 milioni di tonnellate. Ma come celebrare un oggetto ormai iconico ma in via d’estinzione nel rapido processo verso le luci a risparmio energetico?
A ricordare l'importanza della vecchia lampadina ad incandescenza ci pensa Ingo Maurer, designer di fama mondiale che già nel 1966 ideò la lampada da tavolo Bulb, in metallo cromato lucido e cristallo soffiato, dalla forma identica ad una lampadina ad incandescenza ma di dimensioni maggiorate. Questa ironica e affascinante creazione è entrata anche a far parte della collezione permanente di design del MoMA a New York nel 1969. Ma non è l'unico prodottto Ingo Maurer a celebrare la vecchia lampadina: la Lampada a sospensione Johnny B. Good, in promozione su Ciatdesign, esalta la bellezza e la funzione di una lampadina con una struttura semplice e lineare; la lampada da tavolo Luccellino mette invece le ali, in piuma d'oca, ad una lampadina, questa volta alogena e speciale, prodotta esclusivamente per la Ingo Maurer GmbH; o ancora la Monument for a Bulb, non ancora in commercio ma ospite attesa della prossima edizione di Euroluce che rappresenterà un inno incondizionato e devoto alla lampadina ad incandescenza, affiancato da queste parole: “Ingo Maurer e il suo team sono affascinati da nuove tecnologie di lampadine. Sia per le possibilità di design che offrono sia per la loro efficienza. Questo interesse si rispecchia anche nelle molte creazioni con LED e OLED e nell’entusiasmo per la tecnologia alogena a basso voltaggio, che negli anni 1980 era una novità. Però amiamo anche la varietà. Lampadine ad incandescenza, lampade alogene, a LED e gli OLED offrono diverse possibilità e qualità della luce. A nostro parere è incomprensibile che determinate lampadine, parti di ricambio per lampade che sono ormai icone del design, non debbano più essere disponibili sul mercato. Calcolando che non esistono più molti di questi modelli in giro, il danno per l’ambiente non dovrebbe poi essere così grande, se venisse continuata la produzione. (Anche vecchie, inefficienti icone del design automobilistico possono - con agevolazioni fiscali - partecipare al traffico)...Non meravigliatevi, quindi, se alcuni dei nostri modelli per un certo periodo saranno ancora consegnati con lampadine 'proibite'”. Questione di prese di posizione.